venerdì 16 maggio 2014

3. La mola

“Sebbene avessi una mola non mi riusciva di farla girare affilando al tempo stesso i miei attrezzi...Alla fine sono riuscito a rimediare una ruota che facevo girare col piede, in modo da avere ambo le mani libere...Non avevo mai visto niente di simile in Inghilterra, o per lo meno non mi ero mai dato la pena di osservare come fosse fatta una mola,quantunque poi mi sia reso conto che si tratta di un meccanismo rudimentale...Inoltre la mia mola era molto grossa e pesante. Per portarla a compimento questa macchina mi ha richiesto una settimana di lavoro.” 
(pag.85 cap.17)

NOTA. La mola è una ruota in pietra utilizzata da fabbri e arrotini per affilare le lame in ferro di attrezzi da lavoro, utensili domestici e armi; nonostante il suo utilizzo sia molto comune ancora oggi, risulta difficile determinare con certezza il periodo storico in cui venne inventata, poiché la lavorazione dei metalli ha da sempre accompagnato e caratterizzato la vita dell’uomo sin dalla preistoria (tanto che gli storici parlano di età del rame, del bronzo e del ferro (http://stec-173037.blogspot.it/2011/04/storia-della-siderurgia_09.html); probabilmente, dunque, la mola risale all’invenzione della ruota (http://www.angiolettionline.it/old/ruotando/ruota.htm), alla sua evoluzione e applicazione in vari settori già al tempo dei Sumeri che per primi, nel 3500 a.C in Mesopotamia, la adoperarono nel trasporto e nell’artigianato, fino alla sua implementazione nei primi impianti industriali nell’Inghilterra del Settecento. 
Le seguenti immagini mostrano l'evoluzione della mola nell'affilatura del ferro:

 
Antica mola a funzionamento manuale: http://www.civiltacornigliesi.altervista.org/immagini.html


 













L'arrotino: http://ugomarisaweb.forumcommunity.net/?t=55111406


Schema del funzionamento di una mole azionata da un mulino ad acqua ne "La Farie di Checo", antica fucina del 1426 a  Cercivento di Sotto

L'arrotino nell'antica fucina "La Farie di Checo", oggi museo

Fonte di entrambe le immagini: http://www.cjargne.it/giacimenti/fariedicheco.htm

mercoledì 14 maggio 2014

2. Il tabacco



“Mentre me ne stavo così, sempre in preda al terrore che mi tornasse un altro accesso di quel male che mi spaventava moltissimo, mi venne in mente che i Brasiliani, per curare le loro malattie, ricorrono come sola medicina al tabacco...Per prima cosa staccai una foglia verde e la masticai...Poi ne presi ancora un po’ e lo misi a macerare nel rhum...Da ultimo ne misi a bruciare dell’altro sulla brace.” 
(pag.96 cap.20) 
               
NOTA. Si tratta di tecniche realmente adoperate ancora oggi da alcune popolazioni dell’America Latina nel trattamento del tabacco a scopo terapeutico; gli studi per accertarne l’effettivo potere curativo sono ancora in corso. Per saperne di più: http://www.gruppodellerbario.it/UNA_PRESINA_DI_TABACCO.htm


Una piantagione di tabacco a Cuba (fonte:http://paolorubini.blogspot.it/2012/02/havana-valle-di-vinales.html)

 

martedì 13 maggio 2014

1. Si può anche morire di gioia


“Non ho più motivo di sorprendermi dell’usanza secondo la quale, quando un malfattore riceve la grazia sul capestro e ha già il cappio attorno al collo, insieme con la grazia gli mandano un chirurgo a cavargli sangue nel momento stesso in cui gli viene data la notizia, onde per l’emozione il suo cuore non rimanga svuotato degli spiriti vitali ed egli non ne venga sopraffatto.”
(pag.48 cap.11)

NOTA. Il protagonista si riferisce alla cosiddetta “morte di crepacuore”, ovvero una morte improvvisa provocata da forti emozioni. Nota già nel mondo antico, autori latini, come Aulo Gellio, riportano nelle loro opere numerosi casi di decessi chiaramente riconducibili a repentine alterazioni, sia esse positive che negative, dello stato d’animo dell’ individuo. Solo negli anni Novanta del secolo scorso, tale sindrome è stata ufficialmente riconosciuta dalla comunità scientifica con il nome di  “Cardiomiopatia di takot - subo”.

Riguardo la tecnica chirurgica citata da Defoe, non avendo ritrovato alcun riscontro in altri documenti, non sono in grado di accertare la pratica di tale usanza che, pertanto, potrebbe anche essere frutto dell’invenzione dell’autore. 

martedì 29 aprile 2014

I riferimenti storici e geografici



“Io nacqui nel 1632 nella città di York da una buona famiglia che peraltro non era del luogo. Mio padre infatti era uno straniero, di Brema...grazie al commercio, aveva accumulato un ragguardevole patrimonio cosicchè, abbandonati i propri affari, aveva scelto di vivere a York e vi aveva sposato mia madre, appartenente a un’ottima famiglia locale.” (pag.5 cap.1)
NOTA. La borghesia mercantile dell’Inghilterra di metà Seicento: è questa la classe sociale a cui appartiene il giovane Robinson Crusoe, la stessa protagonista dell’economia nazionale sin dall’ascesa al potere di Elisabetta I (1558-1603) la cui politica favorì tanto l’agricoltura e l’artigianato quanto il commercio marittimo; e fu proprio la fiducia della regina nei mercanti, nei marinai, negli esploratori e nei corsari a garantire all’Inghilterra la supremazia sulle rotte marittime e il dominio dei traffici commerciali sull’Atlantico per tutto il Seicento e il Settecento.  

Elisabetta I (fonte:http://it.wikipedia.org)
“Mio padre aveva provveduto a corredarmi di una congrua istruzione e intendeva avviarmi alla carriera legale. Ma a me sarebbe piaciuta una cosa sola: navigare.” (pag.5 cap.1)
NOTA. Il mare, l’avventura e la libertà erano diventate delle tentazioni allettanti sia per avventurieri senza scrupoli alla ricerca di una facile fortuna sia per giovani di buona famiglia stanchi della “tranquillità” che la “media condizione della vita” (la condizione borghese) poteva garantire.

“a bordo non avevamo un grosso carico di merci, ma solo le cianfrusaglie idonee al mercato coi negri: perline, conchiglie, oggettini di vetro e altre quisquilie del genere come specchietti, coltelli, accette e simili.” (pag.43 cap.10)
NOTA: Crusoe si riferisce al cosiddetto “commercio triangolare” e alla “tratta degli schiavi”: un complesso sistema di interscambi tra la madrepatria, le coste africane che si affacciano sull’Atlantico e le colonie americane grazie al quale i mercanti inglesi e olandesi scambiavano merce di scarso valore con gli schiavi che rivendevano ai proprietari delle piantagioni americane ottenendo cotone, legname, pellicce, rhum, zucchero, melassa e altre materie prime che, insieme ai proventi delle “recinzioni”, verranno investite durante la prima rivoluzione industriale.

Il commercio triangolare e la tratta degli schiavi (fonte:http://apush5.weebly.com/the-thirteen-colonies-and-the-british-empire-1607-1750.html)


Ho voluto approfondire con maggiore attenzione l’aspetto sociale e economico della storia inglese del Seicento poiché nel romanzo sono espliciti i riferimenti alla società e all’economia piuttosto che alla politica del tempo; voglio comunque riportare un breve schema riassuntivo dei più importanti avvenimenti politici del secolo: 


1603  Giacomo I succede a Elisabetta I  -->  il centralismo del nuovo sovrano si scontra con le esigenze della borghesia mercantile che era stata favorita da Elisabetta I
1628  Carlo I, figlio di Giacomo I, è costretto ad accettare la Petizione dei diritti

La petizione dei diritti (fonte:http://www.humanrights.com/it/what-are-human-rights/brief-history/declaration-of-independence.html)
1642-1649  la guerra civile  -->  Carlo I e la nobiltà contro la borghesia e il Parlamento con il New model army
1649-1660  la repubblica puritana di Cromwell (Commonwealth)

Oliver Cromwell (fonte:http://en.wikipedia.org/wiki/Oliver_Cromwell)
1660  restaurazione della monarchia ad opera di Carlo II
1688-1689  la “gloriosarivoluzione”  -->  Guglielmo d’Orange firma il Bill of rights

sabato 26 aprile 2014

Presentazione del libro – tra religione e tecnologia


Daniel Defoe, Robinson Crusoe, Varese: Crescere Edizioni, 2012





A mio parere, è superficiale definire il romanzo di Defoe semplicemente come il diario della vita di un naufrago che sperimenta la continua lotta per la sopravvivenza su un isola deserta; infatti, già dai primi capitoli, emerge la storia di una lenta e travagliata conversione a Dio del “più sacrilego, irresponsabile e sconsiderato esempio di marinaio che sia dato immaginare, senza timor di Dio nel pericolo e senza gratitudine a Dio nell’ora della salvezza” (cap. 19 pag. 91). Tuttavia, in questo blog cercherò di approfondire più l’aspetto tecnologico che quello religioso del romanzo, soffermandomi sulle tecniche e le invenzioni menzionate dall’autore; da questo punto di vista, è come se Crusoe fosse chiamato a ripercorrere tutta la storia dell'uomo attraverso le varie tappe della tecnologia. L’analisi, inoltre, comprenderà anche il contesto storico e geografico entro il quale i fatti narrati sono stati ambientati e l’ambito artistico al quale l’opera in esame appartiene.



Robinson Crusoe - Il libro (1719)
Stampa originale del 1719


Le avventure di Robinson Crusoe
in formato audio: http://www.libroaudio.it/libri-audio/le-avventure-di-robinson-crusoe/
in formato pdf (inglese): http://www.planetebook.com/ebooks/Robinson-Crusoe.pdf
in formato pdf (italiano):http://www.giuliotortello.it/crusoe/crusoe.pdf