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martedì 24 giugno 2014

30. Martello e scalpello



“Abbattei un cedro a costo di enormi fatiche...Seguirono altri tre mesi di lavoro per scavare l’interno e lavorarlo in modo da ottenere una vera e propria imbarcazione; ma non ricorsi al fuoco: mi servii solo del martello e scalpello, e a forza di duro lavoro ricavai dal cedro una bellissima periagua, abbastanza grande da contenere ventisei uomini, e quindi sufficiente a trasportare me e con tutto il mio carico.”
(pag.131 cap.28)  


Martelli e scalpelli antichi.

24. Lo scavo



“Ho cominciato a scavare la roccia dietro la mia tenda, per aumentare lo spazio disponibile e godere di maggior comodità. Per questo lavoro ho sentito terribilmente la mancanza di tre cose: di un piccone, di una pala e di una carriola...In sostituzione del piccone mi sono servito degli arpioni di ferro; poi mi serviva una pala, o un badile, e senza di questi arnesi non potevo praticamente far nulla, ma che genere di badile fabbricarmi non sapevo proprio. Il giorno dopo, mentre mi aggiravo in perlustrazione nei boschim ho scoperto un albero di quel legno che in Brasile chiamano l’albero del ferro a causa della sua estrema durezza. Con grande fatica ne ho tagliato un pezzo che a poco a poco ridusso in forma di pala col manico sagomato esattamente come quello delle nostre pale, in Inghilterra: solo che la parte piatta, non avendo un rivestimento di ferro sulla faccia inferiore, non poteva durare a lungo.”
(pag.76 cap.76)

Piccone rudimentale per attività agro-silvo-pastorali.














Pale (fonte: http://it.wikipedia.org/wiki/Pala_%28attrezzo%29)

23. Il chiodo



“Ma dopo aver ricavato qualche tavola nel modo testè descritto, ne feci delle scansie larghe un piede e mezzo, che disposi l’una sull’altra lungo un intero lato della caverna per riporvi gli attrezzi, i chiodi, le ferramenta varie.”
(pag.71 cap.15)

Chiodi del XVIII secolo fatti a mano, prima della rivoluzione industriale (fonte: http://www.lavorincasa.it/leggere-i-particolari-di-mobili-antichi/)


venerdì 16 maggio 2014

3. La mola

“Sebbene avessi una mola non mi riusciva di farla girare affilando al tempo stesso i miei attrezzi...Alla fine sono riuscito a rimediare una ruota che facevo girare col piede, in modo da avere ambo le mani libere...Non avevo mai visto niente di simile in Inghilterra, o per lo meno non mi ero mai dato la pena di osservare come fosse fatta una mola,quantunque poi mi sia reso conto che si tratta di un meccanismo rudimentale...Inoltre la mia mola era molto grossa e pesante. Per portarla a compimento questa macchina mi ha richiesto una settimana di lavoro.” 
(pag.85 cap.17)

NOTA. La mola è una ruota in pietra utilizzata da fabbri e arrotini per affilare le lame in ferro di attrezzi da lavoro, utensili domestici e armi; nonostante il suo utilizzo sia molto comune ancora oggi, risulta difficile determinare con certezza il periodo storico in cui venne inventata, poiché la lavorazione dei metalli ha da sempre accompagnato e caratterizzato la vita dell’uomo sin dalla preistoria (tanto che gli storici parlano di età del rame, del bronzo e del ferro (http://stec-173037.blogspot.it/2011/04/storia-della-siderurgia_09.html); probabilmente, dunque, la mola risale all’invenzione della ruota (http://www.angiolettionline.it/old/ruotando/ruota.htm), alla sua evoluzione e applicazione in vari settori già al tempo dei Sumeri che per primi, nel 3500 a.C in Mesopotamia, la adoperarono nel trasporto e nell’artigianato, fino alla sua implementazione nei primi impianti industriali nell’Inghilterra del Settecento. 
Le seguenti immagini mostrano l'evoluzione della mola nell'affilatura del ferro:

 
Antica mola a funzionamento manuale: http://www.civiltacornigliesi.altervista.org/immagini.html


 













L'arrotino: http://ugomarisaweb.forumcommunity.net/?t=55111406


Schema del funzionamento di una mole azionata da un mulino ad acqua ne "La Farie di Checo", antica fucina del 1426 a  Cercivento di Sotto

L'arrotino nell'antica fucina "La Farie di Checo", oggi museo

Fonte di entrambe le immagini: http://www.cjargne.it/giacimenti/fariedicheco.htm