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martedì 24 giugno 2014

27. Le pelli



“Conservavo la pelle di tutti gli animali che uccidevo: le appendevo e stendevo al sole, tese su bastoni di legno...Ne usai prima di tutto per farmi un copricapo col pelo rivolto all’esterno per non lasciar filtrare la pioggia; e ci riuscii così bene, che dopo il cappello mi confezionai un abito completo, fatto interamente con queste pelli...Se si metteva  a piovere mentre ero all’aperto, non mi bagnavo appunto perché il pelo della giubba e del cappello erano rivolti all’esterno, ed io restavo perfettamente asciutto...Mi diedi poi a fabbricarmi un ombrello. Ne avevo un gran bisogno e desideravo moltissimo farmene uno...Inoltre mi sarebbe stato prezioso per proteggermi sia dal sole che dalla pioggia...La maggiore difficoltà consisteva nell’escogitare il modo di chiuderlo. Ad ogni modo alla fine ne feci uno che funzionava, e lo ricoprii di pelli, col pelo rivolto verso l’alto in modo che l’acqua ne grondasse come da una tettoia.”
(pag.140 cap.29)

La storia della concia e le fasi della lavorazione delle pelli: http://it.wikipedia.org/wiki/Concia 

 

22. L'inchiostro



“Come ho detto poco prima, avevo trovato penna, inchiostro e calamaio, dei quali feci uso con estrema parsimonia; infatti, come si vedrà in seguito, finchè durò l’inchiostro tenni nota di tutto con molta precisione, ma quando si fu esaurito non potei continuare, perché non mi riuscì di escogitare alcun sistema per fabbricarmene.”
(pag.67 cap.14)
  
 Per saperne di più: http://it.wikipedia.org/wiki/Inchiostro









Dalla piuma d'oca alla penna a sfera: http://www.treccani.it/enciclopedia/penna_%28Enciclopedia-dei-ragazzi%29/

venerdì 6 giugno 2014

18. La tenda



“Entro questa palizzata o fortificazione, a costo di estrema fatica portai tutti miei beni, le mie scorte, le munizioni; e mi fabbricai un grande tenda, anzi, per l’esattezza la feci doppia per proteggermi dalle piogge che in quei luoghi sono molto violente, cosicché  ne feci una più piccola inserita in una più grande, e coprii quest’ultima con un telo catramato che avevo posto in salvo insieme con le vele.”
(pag.62 cap.13)

NOTA. Nel Seicento erano già conosciute le capacità isolanti del cartone catramato.


giovedì 5 giugno 2014

15. Le candele e la cera


“Portai a bordo anche un blocco di cera che pesava una cinquantina di libbre, un rotolo di spago o refe, un’accetta, una sega e un martello: tutte cose che in seguito ci furono di grande utilità, soprattutto la cera, con la quale fabbricammo delle candele”.
(pag.24 cap.6)

NOTA. Candele, torce e lampade ad olio rimasero gli unici strumenti di illuminazione artificiale fino all'Ottocento, quando venne introdotta prima l'illuminazione a gas e in seguito l'elettricità. 



I lampionai erano responsabili dell'accensione dei lampioni a gas (fonte:http://www.puntovirale.it/10-lavori-che-non-esistono-piu-oggi/#_ )